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Dark kitchen: un fenomeno in continua crescita

Nel mondo della ristorazione il 2020 verrà probabilmente ricordato come l’anno in cui a tutti, nessuno escluso, è risultata chiara l’importanza del delivery. Se la consegna a domicilio è da moltissimi anni di facile accesso in ogni città, nell’era della pandemia questo servizio si è esteso a tutte le tipologie di locali food e drink, anche nei più piccoli paesi e paesini lontani dalle metropoli.

La crescente domanda di pranzi e cene a domicilio, accanto alla necessità e al desiderio di reinventarsi da parte di molti chef, pasticceri, pizzaioli e professionisti vari della ristorazione ha contribuito a far emergere un fenomeno che già prima di qualsiasi chiusura forzata cominciava timidamente ad affiorare in qualche centro urbano. Stiamo parlando del boom delle dark kitchen!

Ne hai già sentito parlare, ma non ti è chiaro cosa siano? Allora sei nel posto giusto per scoprirlo!

Cosa sono le dark kitchen?

Cominciamo con una risposta semplice, diretta e immediata: le dark kitchen, o ghost restaurant, sono ristoranti che “non esistono”. O meglio, sono attività di ristorazione di cui esiste solo la cucina. C’è un menu, ci sono cuochi che preparano gustose ricette, c’è qualcuno che gestisce gli ordini e ci sono i clienti che non vedono l’ora di assaggiare le pietanze offerte. L’unica cosa che manca è proprio ciò che normalmente tendiamo a identificare come prima caratteristica di luoghi come il ristorante, la pizzeria o la paninoteca, ovvero un luogo dove poter effettivamente consumare il pasto.

Qui invece vero cuore dell’attività è solo e soltanto la cucina e in molti casi si tratta di un vero e proprio co-working, dove nello stesso spazio trovano posto più ristoranti, attrezzati per la consegna del cibo a casa o per asporto. Sì, perché in alcuni di questi luoghi ai clienti è concesso accedere (o avvicinarsi fino a un certo punto) per poter ritirare di persona i manicaretti da gustare altrove. In questo caso per chi progetta una dark kitchen è utile prevedere l’allestimento di una zona per rendere piacevole l’attesa e funzionale la consegna.

Come arredare un angolo di attesa per l’asporto

Nei ghost restaurant per creare un’area dedicata all’attesa dell’asporto ciò che non può mancare sono delle sedute per permettere ai clienti di accomodarsi e attendere pazientemente il proprio turno. In questo caso l’ideale è optare per degli sgabelli alti, eventualmente corredati da qualche tavolino minimale per avere un appoggio. In questo modo si creerà un ambiente dove poter leggere delle riviste o mettersi comodi per sfogliare il proprio smartphone o tablet. Puoi trovare moltissime ispirazioni tra le collezioni di sgabelli e tavoli alti Colos: ne abbiamo parlato anche nell’articolo Come migliorare il servizio di bar e ristoranti con sgabelli e tavolini alti.

Preferire degli sgabelli rispetto a delle sedie o poltrone è una scelta di design funzionale perché i clienti saranno accolti con il dovuto comfort, ma allo stesso tempo una seduta alta suggerirà un invito a restare attenti all’arrivo del proprio turno per scattare in piedi e ritirare il cibo da portare via a tutta velocità!

Malika si occupa di social e content per Cricket Adv. Ha collaborato con il MuDeFri (Museo del Design del Friuli) e nel tempo libero è volontaria del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

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