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Jun Yasumoto: progettare “con un senso”

Cos’hanno in comune Francia e Giappone? Tante cose, è vero, ma tra queste l’aver dato i natali (reali e lavorativi) a Jun Yasumoto, product designer Colos dagli albori del brand.

La rivista francese IDEAT lo definisce un “uomo di sintesi” e non potremmo essere più d’accordo. Nel suo lavoro convivono il romanticismo di Parigi e dei suoi bistrot e il minimalismo elegante di Tokyo: il risultato è una collezione di prodotti difficili da collocare temporalmente, proprio perché senza tempo.

Da Tokyo a Parigi, tra sperimentazione ed equilibrio

Classe 1977, Jun Yasumoto ha vissuto una giovinezza a cavallo tra la cultura francese della madre e quella giapponese del padre. A Tokyo studia alla scuola francese e parla la stessa lingua anche tra le mura di casa; la cultura del Sol Levante la respira tra le strade, i negozi e gli ampi spazi verdi della capitale, e negli insegnamenti del judo che pratica con il padre.

“Se c’è un’influenza giapponese nel mio lavoro, è nel mio rapporto con il fluire delle cose. Mi piacciono le forme che danno un’impressione di fluidità e gli equilibri che si susseguono. È come nel judo.”

Jun Yasumoto a Le Monde, 2019

A 17 anni Jun Yasumoto si trasferisce a Parigi per studiare design, la sua passione di sempre: nel 2001 si diploma proprio all’ENSCI, la scuola nazionale francese di design industriale. La sua carriera ha inizio quasi in contemporanea, con l’inserimento nel team dell’archistar Jasper Morrison, di cui diventerà anche assistente nello studio di Parigi. È qui che scopre la sua passione per l’arredamento, soprattutto nel design delle sedute.

Da alcuni anni lavora come libero professionista, collaborando con importanti aziende del mondo del design come Ligne Roset e Marcel By.

Lo abbiamo intervistato, per farci raccontare qualcosa di più sul suo rapporto con Colos.

Da quanti anni collabori con Colos e qual è stata la tua esperienza con l’azienda?

La mia collaborazione con Colos è iniziata nel 2015 e da allora ho progettato tre collezioni di sedute: Piazza, Villa e Daily.

Non ho particolari aneddoti da raccontare, ma posso dire che mi sono sempre sentito a mio agio nel lavorare con Colos. Per me si tratta della tradizionale impresa familiare di stampo Veneto. Esattamente quello che ci si immagina quando si pensa a un’azienda del settore arredamento italiano, con persone gentili, una dimensione umana e i piedi per terra.

Qual è stata l’ispirazione per i prodotti che hai disegnato per Colos?

Quando progetto per Colos cerco sempre di tenere a mente alcune parole chiave: vita quotidiana, comfort, familiarità e semplicità.

Quali saranno, secondo la tua opinione, le tendenze maggiori per l’arredamento nei prossimi anni?

Non posso predire il futuro, ma credo che ci sia un crescente bisogno di oggetti “con un senso”. Usare la giusta quantità, del giusto materiale, per il giusto utilizzo, così da poter creare prodotti che durino nel tempo, sia nella funzione che dal punto di vista estetico.

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